Gestire l’Imbarazzo a Bolzano: Consigli Utili dal Dr. Ilaria Obbili presso l’Ambulatorio Pecom

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1727427539959{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/09/Limbarazzo.jpg?id=11208 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: cover !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66f673c0cccdd" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmY2NzNjMGNjY2RkIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66f673e1c5a15" title="Gestire l'Imbarazzo: Consigli utili dalla Dr.ssa Ilaria Obbili presso l'Ambulatorio Pecom" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmY2NzNlMWM1YTE1Iiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="6581a680b801d" title="Disturbi del neurosviluppo e salute mentale in età evolutiva" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY4MGI4MDFkIiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]L'imbarazzo è una sensazione comune che tutti sperimentiamo, ma a Bolzano, presso l'Ambulatorio Pecom, la Dr.ssa Ilaria Obbili offre consigli efficaci su come gestire questa emotiva condizione. Scopriamo insieme come affrontare e superare il disagio che spesso accompagna l'imbarazzo.

Cosa è l'imbarazzo e come si manifesta? L'imbarazzo si presenta come un sentimento di disagio causato da una percezione di errore o giudizio altrui. Tipicamente, può causare rossore, sudorazione, battito cardiaco accelerato e un forte desiderio di scomparire dalla vista. È un'emozione che segnala una certa consapevolezza sociale e la paura di non essere all'altezza delle aspettative.

Principali cause dell'imbarazzo: L'imbarazzo a Bolzano, come altrove, può scaturire da vari contesti sociali, quali:

  • Incidenti in pubblico, come cadute o scivoloni.
  • Errori durante attività di gruppo o in contesti scolastici.
  • Trovarsi al centro dell’attenzione durante eventi o riunioni.

Strategie per superare l’imbarazzo: La Dr.ssa Ilaria Obbili suggerisce vari metodi per gestire l’imbarazzo:

  1. Respirazione Profonda: Un metodo immediato per alleviare la tensione è respirare profondamente, aiutando così a calmare il sistema nervoso.
  2. Ridere di Sé: Trasformare un momento imbarazzante in uno scherzo può diminuire la tensione e aumentare la simpatia altrui.
  3. Condividere le Esperienze: Sapere che non si è soli nel provare imbarazzo può ridurre significativamente il carico emotivo.
  4. Dialogo Aperto: Parlarne con persone di fiducia può fornire sostegno e nuove prospettive.

Importanza di accettare l’imbarazzo: Accettare di sentirsi imbarazzati è fondamentale per il proprio sviluppo personale e sociale. Imparare a gestire l’imbarazzo è un passo importante per rinforzare la propria autostima e sicurezza, essenziali per navigare le sfide quotidiane.

Conclusione: Visitare l’Ambulatorio Pecom a Bolzano per una consulenza con la Dr.ssa Ilaria Obbili può offrire strumenti preziosi per affrontare l’imbarazzo. Ricorda, l’imbarazzo è temporaneo e superabile, e con gli strumenti giusti, puoi trasformarlo in un’opportunità di crescita personale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Innovazione a Bolzano – Il Body Scanner 3D rivoluziona la Nutrizione Sportiva

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1727246064624{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/09/fit3d_bodyscanner-.jpg?id=11184 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66f3aedc38660" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmYzYWVkYzM4NjYwIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66f3abaf5f88d" title="Innovazione a Bolzano – Il Body Scanner 3D rivoluziona la Nutrizione Sportiva" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmYzYWJhZjVmODhkIiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]Bolzano sta vivendo una rivoluzione nel campo della nutrizione sportiva e del fitness grazie all’introduzione del Body Scanner 3D (Fit 3D) presso l’ambulatorio PECOM. Il biologo nutrizionista Dr. Giuseppe Marceddu, specializzato in nutrizione sportiva, ha portato in città questo strumento all’avanguardia, unico in Alto Adige, per aiutare atleti e appassionati di fitness a raggiungere i loro obiettivi in modo efficace e salutare.

Cos’è il Body Scanner 3D e come funziona

Il Body Scanner 3D è una tecnologia avanzata che consente una scansione completa del corpo in soli 35 secondi. Composto da una torre laser e una piattaforma rotante, permette di ottenere un’immagine tridimensionale del paziente con un margine di errore dello 0,2%. Questo strumento misura con precisione circonferenze corporee, composizione corporea, idratazione e persino l’analisi della postura ed equilibrio.

Perché è fondamentale nella nutrizione sportiva

Nella nutrizione per lo sport e il fitness, avere dati precisi sulla composizione corporea è essenziale. Il Body Scanner 3D fornisce informazioni dettagliate su massa ossea, massa magra, massa grassa e distribuzione del grasso corporeo (ginoide e androide). Questi dati permettono al nutrizionista di Bolzano, Giuseppe Marceddu, di creare piani alimentari altamente personalizzati, ottimizzando le performance sportive e favorendo il recupero e la prevenzione degli infortuni.

Un supporto per atleti e appassionati di fitness a Bolzano

Che tu sia un atleta professionista o un appassionato di fitness, il Body Scanner 3D può fare la differenza nel tuo percorso. Aiuta a monitorare i progressi nel tempo, offrendo una motivazione aggiuntiva e permettendo eventuali aggiustamenti nel piano nutrizionale o di allenamento. Inoltre, essendo un esame non invasivo, è adatto a tutti, comprese donne in gravidanza e persone con pacemaker.

Come prenotare una consulenza con il Body Scanner 3D

Se sei a Bolzano e desideri migliorare le tue performance sportive o raggiungere i tuoi obiettivi di fitness, contatta l’ambulatorio PECOM al numero 3403815716 o visita il sito PECOM Piani Alimentari Personalizzati per prenotare una consulenza con il nutrizionista Giuseppe Marceddu.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Piccoli passi verso la calma tra i banchi di scuola

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1727079057745{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/09/piccoli_passi_a_scuola.jpeg?id=11166 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66f122584bae3" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmYxMjI1ODRiYWUzIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66f1229b6f8b8" title="Piccoli passi verso la calma tra i banchi di scuola a Bolzano" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmYxMjI5YjZmOGI4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]M è un vortice di energia che irrompe nella classe come un uragano. A Bolzano, i suoi otto anni sono vissuti con l'incontenibile entusiasmo di un tornado. I suoi occhi, vivaci come saette, brillano di un'intelligenza che mal si concilia con l'inquietudine che lo agita. L'ADHD è la sua ombra indesiderata, un compagno di giochi che lo segue ovunque, distorcendo la sua percezione del mondo e rendendo difficile la sua relazione con i compagni.

Le prime giornate in classe sono un susseguirsi di piccoli passi avanti, spesso intervallati da momenti di difficoltà. M fatica a stare seduto per lunghi periodi, a mantenere l’attenzione durante le spiegazioni, a gestire la frustrazione che a volte esplode in impazienza. Come un naufrago in balia delle onde, si aggrappa a frammenti di pensieri, di ricordi, di emozioni che affiorano tumultuosamente alla superficie.

Con l’aiuto della psicologia scolastica a Bolzano, costruiamo insieme un ponte tra il suo mondo interiore e quello che lo circonda. Impariamo a riconoscere i segnali che precedono le sue difficoltà, a sviluppare strategie per affrontarle, a canalizzare l’energia impetuosa in un flusso più costruttivo. Come un giardiniere cura un fiore selvatico, incoraggio M a coltivare le sue emozioni positive, a scoprire la gioia di una relazione serena, a trovare la soddisfazione nel portare a termine i compiti.

Non è un percorso facile, costellato di ostacoli e di piccole sconfitte. Ma M, qui a Bolzano, è un bambino resiliente, con una forza d’animo che mi sorprende ogni giorno. Come un piccolo seme che germoglia nonostante le avversità, cresce, impara, si trasforma.

Inizia a stringere amicizie con i compagni, anche se a volte i rapporti sono ancora fragili. Impara a collaborare durante le attività di gruppo, anche se la condivisione non è sempre facile. Impara a gestire le emozioni con maggiore consapevolezza, anche se la frustrazione a volte lo coglie di sorpresa. Il suo sorriso, prima timido e fugace, ora illumina il suo viso con una luce sempre più radiosa, anche se a volte è velato da un velo di tristezza.

È un viaggio che richiede tempo, dedizione e infinita pazienza. Ogni piccolo passo avanti, ogni scintilla di consapevolezza negli occhi di M, è una vittoria che riempie il mio cuore di gioia. Perché so che, sotto la tempesta emotiva dell’ADHD, c’è un bambino straordinario che aspetta solo di sbocciare. E io sono lì, accanto a lui, per aiutarlo a farlo, passo dopo passo, giorno dopo giorno.

Oltre al lavoro svolto in classe, è fondamentale la collaborazione con i genitori, con gli altri insegnanti e con gli specialisti di psicologia a Bolzano. Un lavoro di squadra che permette di creare un ambiente scolastico sicuro e stimolante, dove M possa esprimere il suo potenziale e sentirsi parte integrante del gruppo. Insieme, possiamo costruire per lui un futuro radioso, dove l’ADHD non sia un ostacolo, ma un’occasione per valorizzare le sue unicità e raggiungere traguardi importanti, anche se forse non saranno enormi passi da gigante, ma piccoli e preziosi passi avanti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

L. e la scoperta dell’ADHD

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1726225026379{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/09/lascoperta_ADHD.jpg?id=11131 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66e41a7a4482b" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmU0MWE3YTQ0ODJiIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66e41a3a64275" title="L. e la scoperta dell'ADHD" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmU0MWEzYTY0Mjc1Iiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]L. era un ragazzo brillante, ma la scuola era per lui un continuo ostacolo. Non riusciva a concentrarsi durante le lezioni, si sentiva costantemente agitato e aveva difficoltà a portare a termine i compiti. A casa, l'ansia lo attanagliava, facendogli passare notti insonni. I suoi amici lo consideravano distratto e impulsivo, e spesso si sentiva incompreso e solo.

Per anni, L. ha attribuito i suoi problemi alla pigrizia o a un carattere difficile. Non immaginava che dietro alle sue difficoltà si celasse l'ADHD, un disturbo del neuro sviluppo che si manifesta con difficoltà attentive, iperattività e impulsività.

La svolta arrivò quando i suoi genitori, preoccupati per il suo benessere, decisero di consultare uno specialista. Dopo una serie di valutazioni e colloqui, la diagnosi fu chiara: L. aveva l'ADHD.

All'inizio, la notizia fu uno shock. L. si sentiva come se finalmente avesse un nome per spiegare tutto ciò che aveva provato per anni. Ma allo stesso tempo, provava anche rabbia e frustrazione per non aver ricevuto prima una diagnosi.

Con l'aiuto di un terapeuta e di un medico, L. iniziò un percorso di trattamento che comprendeva una terapia cognitivo-comportamentale e l'assunzione di farmaci. La terapia lo aiutò a sviluppare strategie per migliorare la sua concentrazione, gestire l'ansia e migliorare le sue relazioni interpersonali. I farmaci, invece, lo aiutarono a ridurre l'iperattività e l'impulsività, rendendo più facile concentrarsi sui compiti scolastici.

Gradualmente, L. iniziò a vedere miglioramenti significativi. A scuola, riusciva a seguire le lezioni con maggiore attenzione e a portare a termine i compiti in modo più efficiente. Le sue relazioni con i compagni migliorarono, e anche a casa si sentiva più sereno e rilassato.

La diagnosi di ADHD è stata per L. un punto di svolta. Gli ha permesso di comprendere meglio se stesso e di acquisire gli strumenti necessari per affrontare le sfide quotidiane. Oggi, L. è uno studente motivato e sicuro di sé, con un futuro promettente davanti a sé.

La storia di L. è un esempio di come una diagnosi corretta e un trattamento adeguato possano cambiare radicalmente la vita di una persona con ADHD. Se sospetti che tuo figlio o te stesso possa avere questo disturbo, non esitare a consultare uno specialista. Ricorda, chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza.

 

L’ADHD in Adolescenza: Oltre l’Iperattività

L’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti, sia fisici che emotivi. Per un adolescente con ADHD, questi cambiamenti possono amplificare i sintomi già presenti e manifestarsi in modi nuovi e inaspettati.

Dal Movimento all’Ansia Interna

Mentre nei bambini più piccoli l’ADHD si manifesta spesso con un’iperattività evidente, come correre, saltare e difficoltà a stare fermi, negli adolescenti l’iperattività può assumere forme più sottili e interiorizzate. Molti adolescenti con ADHD sperimentano:

  • Inquietudine interna: Sensazione costante di dover fare qualcosa, difficoltà a rilassarsi e a concentrarsi su un’unica attività.
  • Impulsività: Tendenza ad agire senza pensare, difficoltà a controllare gli impulsi e a prendere decisioni ponderate.
  • Difficoltà a organizzare il tempo e lo spazio: Problemi a gestire compiti e attività quotidiane, a rispettare le scadenze e a mantenere un ambiente ordinato.
  • Labilità emotiva: Sbalzi d’umore frequenti, difficoltà a regolare le emozioni e a gestire lo stress.
  • Problemi di sonno: Difficoltà ad addormentarsi e a mantenere un sonno ristoratore, spesso dovuti a pensieri ansiosi e all’inquietudine interna.

Il Percorso verso la Diagnosi

Riconoscere l’ADHD in adolescenza può essere più complesso rispetto all’infanzia, poiché i sintomi possono sovrapporsi a quelli tipici dell’adolescenza stessa. Una valutazione accurata, condotta da un professionista esperto, è fondamentale per una diagnosi corretta.

Il percorso di valutazione può includere:

  • Colloqui con l’adolescente e con i genitori: Per raccogliere informazioni dettagliate sui sintomi, sulla storia dello sviluppo e sul funzionamento quotidiano dell’adolescente.
  • Questionari e test psicologici: Per valutare l’attenzione, l’iperattività, l’impulsività e altre funzioni cognitive.
  • Valutazione neuropsicologica: In alcuni casi, può essere utile per escludere altre possibili cause dei sintomi.

La Terapia e il Futuro

Una volta diagnosticato l’ADHD, è possibile mettere in atto un trattamento personalizzato che può includere:

  • Terapia cognitivo-comportamentale: Per insegnare all’adolescente strategie per gestire i sintomi, migliorare l’organizzazione, la pianificazione e le abilità sociali.
  • Farmacoterapia: In alcuni casi, i farmaci possono essere utili per ridurre l’iperattività e l’impulsività e migliorare la concentrazione.
  • Supporto scolastico: Per facilitare l’apprendimento e l’inclusione scolastica.

Con il giusto supporto, gli adolescenti con ADHD possono sviluppare le loro potenzialità e raggiungere un alto livello di funzionamento.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Alimentazione e Sport

[vc_row full_width="stretch_row_content" equal_height="yes" woodmart_css_id="61095a62261de" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2MTA5NWE2MjI2MWRlIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0"][vc_column css=".vc_custom_1725888224439{padding-top: 185px !important;padding-bottom: 185px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/09/nutrition_fitness2.png?id=11087 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" offset="vc_col-md-6 vc_col-xs-12" woodmart_css_id="66def6c0571fd" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmRlZjZjMDU3MWZkIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" parallax_scroll="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_parallax="0" woodmart_sticky_column="false" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][/vc_column][vc_column css=".vc_custom_1627990324858{padding-top: 70px !important;padding-right: 10% !important;padding-bottom: 60px !important;padding-left: 10% !important;}" offset="vc_col-md-6 vc_col-xs-12" woodmart_css_id="6109292f82b2c" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2MTA5MjkyZjgyYjJjIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnsicGFkZGluZy10b3AiOiI0MCIsInBhZGRpbmctYm90dG9tIjoiMzAifX19" parallax_scroll="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_parallax="0" woodmart_sticky_column="false" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no"][woodmart_title align="left" size="large" title="Alimentazione e sport" class="“hidden-xs“" woodmart_css_id="66def45edf362" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmRlZjQ1ZWRmMzYyIiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ==" subtitle="Aree di intervento"][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia nello sport di endurance (come ciclismo, corsa, nuoto, triathlon) che nel fitness. Entrambi i tipi di attività richiedono una strategia nutrizionale adeguata per migliorare le prestazioni, ottimizzare il recupero e sostenere la salute generale.

Alimentazione per sport di endurance:

Gli sport di endurance richiedono sforzi prolungati, quindi il corpo ha bisogno di una riserva di energia costante per mantenere alte le prestazioni.

  1. Carboidrati:
    • I carboidrati sono la principale fonte di energia negli sport di resistenza, poiché il glicogeno (immagazzinato nei muscoli e nel fegato) deriva principalmente da essi.
    • È importante consumare carboidrati complessi (pane integrale, riso, avena) durante i pasti principali e carboidrati semplici (frutta, bevande energetiche) prima e durante l’attività fisica.
  2. Proteine:
    • Le proteine servono a riparare i muscoli dopo l’allenamento e a favorire la loro ricostruzione. Dopo l’allenamento, si consiglia una combinazione di carboidrati e proteine per ottimizzare il recupero.
    • Fonti: carne magra, pesce, uova, legumi, tofu.
  3. Grassi:
    • I grassi sani sono una fonte di energia importante per sforzi di lunga durata e bassi/moderati livelli di intensità.
    • Fonti: olio d’oliva, avocado, frutta secca, semi.
  4. Idratazione:
    • Fondamentale per evitare la disidratazione che compromette la performance. In attività lunghe (oltre 60-90 minuti), possono essere utili bevande isotoniche per rimpiazzare elettroliti persi con il sudore.
  5. Integrazione:
    • Per eventi molto lunghi, possono essere necessari integratori di carboidrati (gel, barrette, bevande) per mantenere alta la glicemia e riserve energetiche.

Alimentazione per il fitness:

Nel fitness, l’obiettivo può variare da aumento della massa muscolare a miglioramento della forma fisica generale o riduzione della massa grassa. Di conseguenza, la dieta può adattarsi a questi obiettivi.

  1. Carboidrati:
    • Necessari soprattutto in allenamenti di forza o ad alta intensità (come HIIT o circuiti). Forniscono energia per affrontare l’esercizio.
  2. Proteine:
    • Fondamentali per la crescita muscolare e il recupero post-allenamento.
    • Si consiglia di distribuire l’assunzione di proteine durante il giorno, con particolare attenzione al post-allenamento.
  3. Grassi sani:
    • Contribuiscono a una dieta equilibrata e supportano funzioni corporee vitali.
  4. Distribuzione dei pasti:
    • Consumo di pasti piccoli e frequenti, ricchi di nutrienti, per mantenere l’energia costante e favorire il metabolismo.
  5. Integrazione:
    • Integratori proteici (come il siero di latte o le proteine vegetali) possono essere utili per raggiungere l’apporto proteico giornaliero.
    • Vitamine, minerali e omega-3 possono essere integrati per sostenere salute generale e prestazioni.

Pre e post-allenamento:

  1. Pre-allenamento:
    • Mangiare carboidrati facilmente digeribili (es. banana, toast con marmellata) circa 30-60 minuti prima dell’allenamento.
    • Idratazione importante con acqua o bevande sportive.
  2. Post-allenamento:
    • Una combinazione di proteine e carboidrati entro 30-60 minuti dall’allenamento aiuta a ripristinare il glicogeno e a favorire la sintesi proteica.
    • Esempi: frullati proteici con frutta, yogurt greco con cereali integrali.

Considerazioni finali:

Ogni sportivo ha esigenze diverse in base alla durata e all’intensità dell’allenamento. L’alimentazione per endurance richiede una maggiore attenzione ai carboidrati, mentre chi si dedica al fitness può bilanciare l’apporto di carboidrati e proteine a seconda degli obiettivi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Un viaggio emotivo: il percorso di Luca, 11 Anni, nella gestione delle emozioni

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1725532174806{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/09/viaggio_nelle_emozioni.jpeg?id=11072 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66d9880483cca" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmQ5ODgwNDgzY2NhIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66d986d8ccb49" title="Un viaggio emotivo: il percorso di Luca, 11 Anni, nella gestione delle emozioni" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmQ5ODZkOGNjYjQ5Iiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]Luca ha 11 anni, vive a Bolzano ed è un bambino intelligente, curioso, ma come molti della sua età, a volte trova difficile gestire le proprie emozioni. Quando si arrabbia, spesso non sa come esprimere quella rabbia se non con urla o chiudendosi in se stesso. È qui che inizia il suo viaggio emotivo, un percorso psicologico pensato per aiutarlo a comprendere e gestire meglio le sue emozioni.

Il primo passo: capire dove si trova Luca

Prima di tutto, il terapeuta ha incontrato Luca e i suoi genitori per capire meglio la situazione. Durante questo incontro, Luca ha parlato di ciò che lo fa arrabbiare o lo rende triste. Il terapeuta ha ascoltato attentamente, cercando di capire quali emozioni Luca riconosce e quali invece lo confondono. Ha chiesto a Luca di disegnare come si sente quando è felice, triste, arrabbiato o spaventato. Questo semplice esercizio ha permesso al terapeuta di avere un quadro chiaro delle sfide emotive che Luca stava affrontando.

Secondo Passo: insegnare a riconoscere le emozioni

Il viaggio di Luca è poi proseguito con un’importante tappa: imparare a riconoscere le sue emozioni. Il terapeuta ha spiegato a Luca che le emozioni sono come colori: ognuna è diversa e ha un suo nome. Hanno giocato insieme a identificare le emozioni in situazioni quotidiane: “Quando il tuo amico non vuole giocare con te, come ti senti? E quando la mamma ti abbraccia?”. Attraverso storie e giochi, Luca ha iniziato a comprendere meglio cosa prova in determinati momenti e a dare un nome a quelle sensazioni.

Terzo passo: trovare il modo giusto di esprimersi

Una volta che Luca ha imparato a riconoscere le sue emozioni, era importante che trovasse modi sani per esprimerle. Il terapeuta ha spiegato a Luca che, proprio come un vulcano che può esplodere se accumula troppa pressione, anche lui può sentirsi sopraffatto se non libera le sue emozioni. Insieme, hanno esplorato diversi modi per farlo: scrivere un diario, disegnare, o semplicemente parlare con qualcuno di cui si fida. Hanno anche fatto un gioco in cui Luca doveva mostrare con il corpo come si sente, così da poter trasformare le emozioni in azioni, ma in modo sicuro e controllato.

Quarto passo: imparare a calmare il vulcano

Anche se Luca stava imparando a esprimere meglio le sue emozioni, a volte la rabbia e la frustrazione erano ancora troppo forti. Per questo, il terapeuta gli ha insegnato alcune tecniche per calmarsi quando sente che il “vulcano” dentro di lui sta per esplodere. Hanno praticato insieme la respirazione profonda: Luca ha imparato a fare un respiro profondo, trattenere il fiato per un attimo e poi espirare lentamente, immaginando che ogni respiro porti via un po’ di quella rabbia. Hanno anche provato la “tecnica della tartaruga”, in cui Luca si immagina di ritirarsi nel suo guscio per proteggersi e calmarsi.

Quinto passo: capire anche le emozioni degli altri

Luca ha poi scoperto che non solo le sue emozioni sono importanti, ma anche quelle degli altri. Attraverso giochi di ruolo e racconti, il terapeuta ha aiutato Luca a mettersi nei panni degli altri, chiedendosi come si sarebbero sentiti in determinate situazioni. “Come ti sentiresti se fossi il tuo amico e qualcuno ti urlasse contro?” ha chiesto il terapeuta. Così, Luca ha imparato a riconoscere che anche gli altri provano emozioni e che capire come si sentono può aiutarlo a migliorare le sue relazioni.

Il ruolo dei genitori nel viaggio di Luca

I genitori di Luca hanno avuto un ruolo fondamentale in questo viaggio. Durante le sessioni con il terapeuta, hanno imparato a riconoscere i progressi di Luca e a sostenerlo a casa. Hanno capito come rispondere quando Luca si arrabbia o si sente triste, usando gli stessi strumenti che Luca stava apprendendo in terapia. Questo ha aiutato Luca a sentirsi capito e sostenuto, rendendo più facile per lui mettere in pratica le nuove abilità acquisite.

L’arrivo: un nuovo Luca, più forte e sereno

Alla fine del percorso, Luca era un bambino diverso. Ora sa come riconoscere le sue emozioni, come esprimerle e come calmarle quando diventano troppo intense. Ha imparato anche a capire meglio i sentimenti degli altri e a costruire relazioni più serene e positive. Il viaggio non è stato sempre facile, ma Luca ha acquisito strumenti che lo aiuteranno per tutta la vita. E ogni volta che si sentirà sopraffatto dalle emozioni, saprà che può sempre contare sulle tecniche che ha imparato durante questo percorso.

Questo viaggio emotivo non è solo una tappa nella crescita di Luca, ma un investimento per il suo futuro benessere emotivo. Con queste nuove abilità, Luca è pronto ad affrontare le sfide che verranno, forte della consapevolezza che ogni emozione può essere compresa e gestita.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

ADHD: l’importanza di capirsi!!!

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1723908548794{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/08/ADHD-e-umore2.png?id=11050 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: cover !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66c0c1a283958" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmMwYzFhMjgzOTU4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66c0c18d10f84" title="ADHD: l’importanza di capirsi!!!" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmMwYzE4ZDEwZjg0Iiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]Alcuni di voi mi hanno detto: “Ho ricevuto una diagnosi di ADHD, ma non capisco cosa significa”.

 

Eccomi, ora vi spiego in breve: il primo obiettivo è capire come funziona il tuo cervello.

ADHD sta per Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. É un modo diverso in cui il tuo cervello funziona. Il tuo cervello può essere come una radio. A volte la radio può cambiare canale da sola e può essere difficile rimanere sintonizzati su un solo programma. Può succedere mentre stai facendo i compiti, mentre ascolti un amico o stai giocando.

 

Vediamo alcuni esempi nello specifico:

IPERATTIVITÀ

Puoi essere come un’auto da corsa che continua a voler correre a tutta velocità, anche quando gli altri vanno alla velocità di un’utilitaria. Può succedere mentre sei in classe, il tuo corpo può volersi muovere, tamburellare con le dita, anche se devi star seduto ed ascoltare.

 

INATTENZIONE

Pensa a quando stai guardando un film, ma all’improvviso la tua mente inizia a vagare e ti accorgi di esserti perso la metà della storia. È un pò come quando fai i compiti e nonostante stai guardando il libro, la tua mente è altrove, forse a pensare a quello che farai dopo la scuola.

 

DISTRAIBILITÀ

Hai mai provato a leggere un libro, ma ogni piccolo rumore intorno a te, ti distrae, come il ticchettio dell’orologio o qualcuno che parla lontano? È come se la tua attenzione fosse una farfalla che vola via al minimo movimento o suono, rendendo difficile rimanere concentrato su ciò che stai facendo.

 

IMPULSIVITÀ

Immagina di avere un pensiero nella testa e sentirti obbligato a dirlo subito, senza riuscire a fermarti a pensare se è il momento giusto. È un pò come quando vedi un dolce sul tavolo e lo mangi subito, senza pensare se è ora di cena o se hai già mangiato abbastanza.

 

 

Il tuo cervello ha bisogno di un pò più di comprensione e di supporto. Non aver paura di chiedere aiuto o usare strumenti che possano farti sentire a tuo agio.

 

Capire l’ADHD può essere molto utile perchè aiuta a non sentirti sbagliato o incapace.

 

Nello specifico, chiedi alla persona che ha effettuato la valutazione il significato delle parole scritto nella valutazione.

 

In caso di dubbi, puoi chiedere anche a noi dell’ambulatorio PECOM di Bolzano (Trentino Alto-Adige).[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

ADHD e umore

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1723889938888{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/08/ADHD-e-umore.png?id=11036 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: cover !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66c078a3130e6" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmMwNzhhMzEzMGU2Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66c077cc47cb2" title="ADHD e umore" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmMwNzdjYzQ3Y2IyIiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]Rispondo ad una ragazza che, qualche tempo fa, mi ha detto: “Ho una diagnosi di ADHD e soffro parecchio ultimamente perchè il mio umore è ballerino”.

 

L'ADHD può anche portare a notevoli sbalzi d'umore.

 

Ti spiego meglio …

 

Immagina di iniziare la giornata sentendoti super carico e motivato e poi, all'improvviso, senza un motivo apparente, ti ritrovi nervoso, triste, inadeguato, vuoto e non riesci a provare gioia. Questo può succedere perché l'ADHD influisce sulla regolazione emotiva, rendendo più difficile mantenere stabili i propri sentimenti.

 

L’umore instabile può interferire sul funzionamento globale quotidiano, causando vari problemi come frequentare la scuola, seguire le lezioni, avere un lavoro stabile, provare gioia nel vedere gli amici, fare sport e prendersi cura di sè.

 

Potresti avere la tendenza ad isolarti, stare a casa, rifugiarti nei social e passare tantissime ore con gli strumenti digitali (giochi e realtà virtuali).

 

Potresti essere tanto nervoso da avere delle forti crisi di rabbia e rifiutarti di parlare con le persone; in altri momenti potresti essere talmente carico di energia, euforico, da non riuscire a controllarti, voler stare sempre in giro e  fare cose adrenaliniche, che potrebbero anche mettere in pericolo la tua vita.

 

Dunque, può risultare molto difficile vivere con un funzionamento ADHD e con gli sbalzi d’umore perchè in un brevissimo tempo nel corso della giornata si può passare dal “vedere tutto nero” alla felicità e poi di nuovo all’insofferenza.

 

Che cosa si può fare?

  1. Riconoscimento: impara a riconoscere i tuoi stati d’animo. Puoi usare un diario per annotare come ti senti durante il giorno. Questo ti aiuterà a vedere i modelli e le possibili cause degli sbalzi d’umore;
  2. Autoregolazione delle emozioni: con il supporto di uno specialista (es. psicologo e neuropsichiatra), impara a capire, regolare e gestire meglio le tue emozioni attraverso l’utilizzo di una serie di strategie e strumenti;
  3. Routine: mantieni una routine quotidiana che possa aiutarti a stabilizzare i tuoi ritmi emotivi. Prova a impostare orari regolari per mangiare, dormire e fare sport;
  4. Tecniche di rilassamento: tecniche come la mindfulness possono essere molto utili per calmare la mente e il corpo;
  5. Parla con qualcuno: a volte, condividere come ci si sente può essere incredibilmente liberatorio. Parlane con amici di fiducia o un terapeuta.

 

Ma cosa fare se questi sbalzi d’umore diventano eccessivi, tanto da persistere per più di tre settimane? In questo caso, è importante cercare supporto professionale. Un persistente stato d’umore basso, ansia o irritabilità possono essere segni di condizioni più gravi, come la depressione o un disturbo dell’umore bipolare, che possono coesistere con l’ADHD.

 

Tu ti riconosci in queste parole o pensi che potrebbero essere utili a qualcuno che conosci?

 

Puoi scrivere nei commenti.

 

Ciao… a presto.

 

#ADHD#SaluteMentale#GestioneDellUmore#Psicoterapia#SupportoADHD

#BenessereEmotivo #ConsigliSaluteMentale #pecomcare#bolzano[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

ADHD e sport: consigli utili per genitori/cargiver

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1722023843747{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/07/ADHD_sport.jpg?id=10987 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66a3ff939f106" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmEzZmY5MzlmMTA2Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66a3ffc01a04d" title="ADHD e sport: consigli utili per genitori/cargiver" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmEzZmZjMDFhMDRkIiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]

“Lo sport è un ottimo alleato

nella sua educazione e gestione,

e intorno ad esso dovrete

organizzare il suo tempo libero”

Dott.ssa Donatella Arcangeli, 2022

 (Bolzano, Trentino Alto-Adige)

 

Nel contesto dello sviluppo infantile, l’attività fisica riveste un ruolo cruciale, soprattutto per i bambini con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). L’ADHD può presentare diverse sfide, ma lo sport offre un’opportunità unica per migliorare la concentrazione, la disciplina e le abilità sociali. Di seguito, alcuni consigli pratici per genitori e caregiver per aiutare i vostri bambini a trarre il massimo beneficio dall’attività sportiva:

  1. Scegliere lo sport giusto

Non tutti gli sport sono adatti per un bambino con ADHD. È fondamentale scegliere attività che mantengano alto l’interesse del bambino e che non siano troppo complesse nelle regole. Molti bambini con ADHD, in particolare quelli che presentano un profilo impulsivo o iperattivo, possono incontrare difficoltà nel partecipare agli sport di squadra. La loro tendenza all’impulsività può ostacolare la capacità di seguire le regole del gioco o di ascoltare attentamente le istruzioni dell’allenatore. Inoltre, la sfida di non risultare sempre vincenti può essere fonte di frustrazione, portandoli talvolta a reagire negativamente nei confronti di compagni meno competenti. Per questi bambini, gli sport individuali possono essere una scelta più adatta, offrendo loro la possibilità di concentrarsi sulle proprie prestazioni senza le pressioni del gioco di squadra.

D’altro canto, i bambini con ADHD di tipo prevalentemente disattento spesso non mostrano un’inclinazione naturale verso lo sport e possono apparire impacciati o goffi. Tuttavia, l’attività sportiva riveste un ruolo essenziale anche per loro, contribuendo a incrementare la fiducia in se stessi. Questo rafforzamento dell’autostima è cruciale, poiché può migliorare la loro capacità di affrontare le sfide quotidiane, comprese quelle legate a disorganizzazione e disattenzione tipiche del loro funzionamento. L’esperienza sportiva, quindi, diventa uno strumento fondamentale per il loro benessere complessivo e il successo scolastico.

Fai provare a tuo figlio vari sport e lui sceglie, con la tua guida e supporto, quello che fa al caso suo. Non scegliere tu per tuə figliə.

 

  1. Stabilire routine prevedibili e strutturate

I bambini con ADHD beneficiano enormemente di routine e istruzioni brevi e chiare. Assicurati che le sessioni sportive siano regolari e prevedibili. Parla delle caratteristiche del tuo bambino, di orari e di aspettative con i coach sportivi per assicurarti che siano sensibili alle sue esigenze e pronti ad offrire un supporto adeguato..

  1. Le punizioni funzionano? NO!

Affidati a coach sportivi che capiscano il funzionamento del vostro bambino, siano autorevoli e sappiano gestire il bambino vivace attraverso il rinforzo positivo. Non punire il tuo bambino togliendo lo sport perchè non va bene a scuola, perchè ha preso una nota o vi risponde male.

  1. Celebrare i Successi

Riconoscere e celebrare i successi è fondamentale per mantenere alta l’autostima del bambino. Sii presente alle competizioni e agli allenamenti, dimostrando supporto e entusiasmo per i suoi progressi e sforzi.

Conclusione

Integrare lo sport nella vita di un bambino con ADHD può trasformarsi in una strategia vincente che supporta il suo sviluppo a tutto tondo. Nell’ambulatorio PECOM di Bolzano (Trentino Alto-Adige), siamo qui per supportarvi in questo percorso, offrendo consulenza e strategie personalizzate per affrontare le sfide dell’ADHD.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Gestione del consenso informato

[vc_row full_width="stretch_row" css=".vc_custom_1721917108040{margin-bottom: 80px !important;padding-top: 80px !important;padding-bottom: 60px !important;background-image: url(https://pecom.frigeri.net/wp-content/uploads/2024/07/firma_consenso_informato.jpg?id=10971 !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}" woodmart_parallax="0" woodmart_gradient_switch="no" row_reverse_mobile="0" row_reverse_tablet="0" woodmart_disable_overflow="0" woodmart_css_id="66a25e7306bdf" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmEyNWU3MzA2YmRmIiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfcm93IiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" wd_z_index="no"][vc_column css=".vc_custom_1702995637959{padding-top: 8% !important;padding-right: 40px !important;padding-bottom: 8% !important;padding-left: 40px !important;}" woodmart_parallax="0" parallax_scroll="no" woodmart_sticky_column="false" woodmart_css_id="6581a695ed738" wd_collapsible_content_switcher="no" wd_column_role_offcanvas_desktop="no" wd_column_role_offcanvas_tablet="no" wd_column_role_offcanvas_mobile="no" wd_column_role_content_desktop="no" wd_column_role_content_tablet="no" wd_column_role_content_mobile="no" mobile_bg_img_hidden="no" tablet_bg_img_hidden="no" woodmart_box_shadow="no" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NTgxYTY5NWVkNzM4Iiwic2hvcnRjb2RlIjoidmNfY29sdW1uIiwiZGF0YSI6eyJ0YWJsZXQiOnt9LCJtb2JpbGUiOnt9fX0=" mobile_reset_margin="no" tablet_reset_margin="no" wd_z_index="no"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][woodmart_title align="left" size="large" woodmart_css_id="66a25ace4656d" title="I bambinə e i ragazzə possono andare dallə psicologə senza il consenso da parte dei genitori, caregiver o di chi ha la responsabilità genitoriale?" responsive_spacing="eyJwYXJhbV90eXBlIjoid29vZG1hcnRfcmVzcG9uc2l2ZV9zcGFjaW5nIiwic2VsZWN0b3JfaWQiOiI2NmEyNWFjZTQ2NTZkIiwic2hvcnRjb2RlIjoid29vZG1hcnRfdGl0bGUiLCJkYXRhIjp7InRhYmxldCI6e30sIm1vYmlsZSI6e319fQ=="][vc_column_text css="" woodmart_inline="no" text_larger="no"]Quando è necessario il consenso genitoriale?

Per bambinə e ragazzə sotto i 18 anni, è necessario il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale per avviare un percorso di intervento psicologico e/o nutrizionale. Questo avviene perché i minori di questa età non sono considerati in grado di esprimere un consenso pienamente informato riguardo alle decisioni di tipo sanitario. Di solito, è necessario il consenso di mamma e papà, tranne nei casi in cui entrambi o uno dei due non abbia questa responsabilità o in situazioni particolari.

 

Diritto alla privacy

Il diritto alla privacy del minore è sempre salvaguardato. Le informazioni relative alle sedute possono essere condivise con i genitori solo con il consenso del minore, a meno che non emergano questioni di sicurezza che richiedano un intervento più diretto.

 

Casi particolari

In situazioni dove il minore si trova in condizioni di vulnerabilità o rischio, come nei casi di abuso o quando si sospetta che il minore possa essere un pericolo per sé o per altri, gli operatori sanitari possono adottare misure eccezionali che possono includere il coinvolgimento dei servizi sociali o delle autorità competenti.

 

Il ruolo del centro PECOM

PECOM, come ambulatorio specializzato per bambini, adolescenti e giovani adulti, offre servizi di psicologia e psicoterapia e servizi di nutrizione che rispettano pienamente i diritti dei minori e delle loro famiglie. Ogni intervento è guidato da principi di confidenzialità, rispetto e inclusione attiva del minore nelle decisioni che lo riguardano.

 

PECOM si impegna a fornire un ambiente accogliente e sicuro dove ogni giovane può esplorare le proprie emozioni e difficoltà con il supporto di professionisti qualificati. La collaborazione con i genitori è sempre cercata nel miglior interesse del minore, promuovendo un approccio multimodale e integrato che considera tutti gli aspetti del benessere del giovane.

 

Conclusione

Consultare PECOM può essere un passo importante verso il benessere e la crescita personale dei giovani. PECOM si impegna a supportare ogni passo di questo percorso, rispettando le esigenze e i diritti di bambinə, ragazzə e delle loro famiglie.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]